Flora Andreoli

Flora Andreoli foto occhi
Mi chiamo Flora Andreoli e sono formatrice comportamentale, counselor, scrittrice e prima Time Coach italiana. In realtà la prima parte della mia vita racconta una storia diversa. Ma si sa: le cose, per poter accadere, spesso compiono percorsi inattesi.

Mi sono laureata in giurisprudenza con una tesi in criminologia: diventare avvocato significava realizzare il mio sogno di aiutare le persone vessate da ingiustizie. Ben presto  mi sono scontrata con la realtà.
Ho lavorato nel Tribunale dei Minori come volontaria e fatto pratica di diritto penale nell’ufficio di un avvocato: dovevo difendere, nella maggior parte dei casi, colpevoli di delitti gravi, a volte orribili. Sono una accanita sostenitrice del diritto alla difesa per chiunque; ma essere costretta a farlo in situazioni e per casi così estremi mi faceva stare male.

Provai a cambiare, dedicandomi al diritto civile ma il disagio non sparì. Ogni volta che entravo in aula dovevo indossare una maschera! Non sopportavo di avere un solo, unico scopo: favorire gli interessi dei miei clienti. La sensazione divenne convinzione e mi dissi: “Flora Andreoli, dì addio alla carriera legale.

Siamo all’inizio del duemila; dato che il coaching era una professione poco diffusa in Italia volo negli Stati Uniti, dove la materia era molto approfondita e studiata. Volevo saperne di più. Al mio ritorno in patria, grazie ad altri coach, fui indirizzata verso la scuola giusta che mi avrebbe consentito la formazione da cui ero attratta: il Coaching Ontologico Trasformazionale. Frequentavo la scuola nei week-end e avevo dato fondo a quasi tutti i miei risparmi per pagare i corsi. Iniziai a lavorare in una nota azienda milanese, specializzata anche nello sviluppo e allenamento delle soft skill. Dopo qualche anno, il lavoro andava a gonfie vele: ormai ero in grado di progettare percorsi formativi aziendali anche complessi, ero docente nelle relative aule e tenevo centinaia di sessioni di coaching.

Nel frattempo ero anche diventata mamma.

Gli impegni diventavano sempre più pressanti, così come le richieste da soddisfare: ero in apnea nella vita professionale come pure in quella privata dato che avevo l’obiettivo di esserci comunque per mia figlia. Avevo sempre meno tempo, per me stessa e per i miei cari. Iniziavo a boccheggiare.

È qui che, da coach quale ero e sono, ho iniziato a lavorare su di me per cercare un nuovo modo di vivere il tempo, senza quella costante sensazione di non averne mai abbastanza, specie per me. Di libri, a riguardo, ne avevo letti molti ma nessuno di questi riusciva davvero a risolvere il problema alla radice. Piano piano, tra successi e fallimenti, ho capito che la chiave stava nelle emozioni e questo si tramutò in una esclamazione:

IL TIME MANAGEMENT NON ESISTE!

Nell’arco di meno di un anno ho dato alla luce e perfezionato quello che ho chiamato il Metodo V.I.T.A. : un percorso, con validi strumenti connessi ed esercizi ad hoc, che mi hanno finalmente fatto ritrovare il tempo per me.

E non solo a me stessa ma anche a tanti miei coachee (i clienti del coach), con un successo tale da decidere di scriverne un libro intitolato Il Tempo per me.

Da allora il Metodo V.I.T.A. è il mio cavallo di battaglia, capace di rendere accessibile a chiunque, anche attraverso l’attività mia e dei miei Time Coach, la possibilità di riappropriarsi del proprio tempo e tornare ad essere felice.