La paura del rifiuto è un MangiaTempo?

La paura del rifiuto è un MangiaTempo?

Oggi parliamo brevemente di uno dei Mangiatempo più insidiosi, capace di ritardare scelte o, addirittura, di fare in modo di non scegliere proprio: la paura del rifiuto.

È uno di quei casi nei quali è particolarmente interessante osservare quali siano i giochi mentali che mettiamo in pista. Ti spiego subito di cosa sto parlando.

Ho notato, sia in me stessa che nei miei clienti, che a volte mascheriamo la paura con spiegazioni socialmente accettabili. Ad esempio, molti si raccontano che non contraddicono le persone perché non vogliono essere scortesi, pur ben sapendo che la ragione fondamentale per la quale non lo fanno è che hanno paura del rifiuto.

Altri, al lavoro, non inviano aggiornamenti dello stato di avanzamento dei progetti perché non vogliono disturbare i loro capi, ma il vero punto critico è che hanno paura di ricevere dei feedback negativi, (in realtà questo è uno strumento fantastico e di valore inestimabile per assicurarsi buone e sincere relazioni!)

Infine, altri non diranno mai “No” o non diranno mai a qualcuno che “quella richiesta è irragionevole” perché sono abituati a farcela sempre, comunque sia, ma in realtà temono che non essere in grado di fare tutto significhi l’esistenza di qualcosa di sbagliato in loro stessi.

Tu, sai dire di “No”?

Prenditi un momento e rifletti su quelle azioni che non hai avuto la forza di intraprendere e su ciò che hai detto a te stesso mentre riflettevi sul da farsi.

C’è qualcosa che ti suona famigliare in tutto questo e che riguarda te?

Se è così, il primo modo per iniziare a risolvere tali situazioni è riconoscere la vera paura – devi cioè dirti “si, ho paura del rifiuto”. A questo punto parla razionalmente a te stesso e valuta quanto sia effettivamente probabile che quella “paura” si avveri.

Spesso, quando affronti il ​​vero problema, ti rendi conto che ha più a che fare con i pensieri nella tua testa che con la realtà intorno a te. In pratica, temi di più la paura di aver paura che il motivo che scatena tale emozione. Ecco perché il rifiuto fa così male: perché gli dai senso. Gli dai il potere di influenzarti perché decidi che sia importante per te. Quanto fa male il rifiuto è direttamente proporzionale a quanto investimento emotivo hai in quel rifiuto. E questo ti blocca e ti fa perdere una marea di tempo prezioso (eccolo qui il Mangiatempo!).

Relativizza le situazioni!

Credo che, per andare avanti nella vita e vincere, si debba imparare a vivere le situazioni relativizzandole e portandosi a casa vittorie e insuccessi. Così facendo impari a gestire sia gli uni che gli altri. Se non impari mai a gestire il rifiuto, ogni rifiuto sembrerà distruggerti.

Se ti muovi da lì, se decidi di non farti fermare da quella sensazione, sarai libero di intraprendere le azioni che senti nelle tue corde e che ti permetteranno di vivere una vita serena, efficace e produttiva: devi solo avere il coraggio di fare Il Primo Passo!

E a quel punto sorgeranno le vere domande dalle cui risposte dipende la possibilità di essere felice. Sono le Domande V.I.T.A. che trovi nel mio libro Il Tempo per Me.

Te ne propongo una, che rappresenta il vero inizio del tuo cambiamento:

“Cosa voglio davvero?”

Buon Tempo!

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