Quanto Tempo ti consuma la Paura?

Quanto Tempo ti consuma la Paura?

Quanto tempo ti consuma la paura? Quante cose non facciamo perché abbiamo paura? Paura di deludere le aspettative, di perdere il lavoro, di fare la scelta sbagliata, di fallire. In un certo senso, se ci pensiamo bene, è la paura a governare e a influenzare la maggior parte della nostra vita. L’obiettivo di questo articolo non è convincerti a “buttarti” ma incominciare a spostare il tuo focus.

Aggiungo un’altra domanda, più sottile ma decisamente urgente quanto la prima:

quante cose sbagliamo perché abbiamo paura?

Nel mio libro Il Tempo per Me ho preso in prestito le parole di Anthony Robbins per riportare un esempio illuminante sulla questione. Robbins racconta di un suo incontro con un istruttore della Nascar il quale affermava che il 90% degli incidenti in pista è causato dal fatto che i piloti, al momento di entrare in curva, si concentrino di più sulla barriera da evitare che sulla traiettoria da seguire. Ecco, il punto è proprio questo.

Quante possibilità hai di uscire bene dalla curva se ti concentri sulla traiettoria?
Diciamo 50%.
Quante possibilità hai invece se fissi il muro?
Zero.

Direzionare il focus sulle cose da fare piuttosto che quelle da evitare, ovvero superare le paure, non assicura in nessun modo il successo ma diminuisce considerevolmente le probabilità di fallimento. Inoltre, la nostra esperienza crescerà, così come la sicurezza in noi stessi.
Sbagliare nella consapevolezza di aver dato il massimo porta a due conseguenze: impegnarsi di più e imparare dall’errore. Anche a questo serve un Time Coach: ad avere una persona specializzata a mantenere alto il tuo livello di presenza, in modo da portare a casa sempre qualcosa. Come sai, si dice: quando vinci, festeggi. Quando perdi, impari!

La paura e il tempo di qualità

Le catene della paura tengono bloccati e mangiano letteralmente il tempo di qualità. Avere paura di rispondere “no” quando ci chiedono di sacrificare una settimana di ferie o anche di iniziare un progetto nuovo è un atteggiamento che erode la felicità. Succede che dedichiamo sempre meno tempo alle cose che ci fanno sentire bene e alla lunga, come detto in un articolo precedente, farlo diventa un’abitudine. Pensa a quante volte ti sei sentito insoddisfatto, quante volte hai detto a te stesso “voglio di più” senza poi fare niente. “Voglio di più” non è altro che un’espressione diversa per dire “voglio essere più felice”. E per essere felici serve tempo, appunto.

Sconfiggere la paura: difficile prima, facile dopo

C’è un aspetto della paura che mi ha sempre affascinato. E’ abbastanza complesso da spiegare, quindi mi aiuterò con un esempio, qualcosa che più o meno è capitato a tutti.

Saliamo su uno scoglio al mare per fare un bel tuffo. Con i piedi sul ciglio, l’altezza è vertiginosa e sentiamo come una specie di corda che ci impedisce di buttarci. Un senso di pressione sul petto e la pelle d’oca. Rimaniamo impalati lì per diversi minuti mentre la gente in spiaggia ci guarda. Vado, no… ancora un attimo. Poi accade che chiudiamo gli occhi e saltiamo. Splash! Siamo già in acqua e non vediamo l’ora di risalire per farlo di nuovo. La paura funziona proprio così, sconfiggerla la prima volta è difficilissimo, una vera prova di forza, poi diventa facilissimo e addirittura, a posteriori, la stessa paura ci appare ridicola.

La paura non può essere cancellata o eliminata dalla nostra vita, anzi! Sarebbe un errore farlo perché in molte occasioni ci porta a essere prudenti, meno impulsivi. Bisogna darle la giusta dimensione, calcolarla e pesarla. Deve diventare uno strumento di valutazione, non una prigione. Se si raggiunge questa consapevolezza è quasi un’illuminazione. Ricordi l’esempio della Nascar?

È una presa di coscienza: saper gestire la paura non significa solo migliorare la vita. Significa anche smettere di renderla peggiore.

Buon Tempo!

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