Tempo per te stessa e vacanza: coincidono?

Tempo per te stessa e vacanza: coincidono?

Tempo per te stessa e vacanza: coincidono davvero?
Da quanto tempo aspetti le vacanze? Arrivi esausta al giorno della partenza? Riesci a godertele davvero? Alcune persone arrivano davvero “bollite” alle vacanze mentre altre non le fanno proprio, perché vivono sempre in vacanza. Qualcuno cantava “in vacanza da una vita…”: ma si può davvero vivere sempre in vacanza?

In questo articolo parleremo:

  • Cosa sono le vacanze
  • Cosa rappresentano per noi
  • Come fanno alcune persone a non avere bisogno delle ferie
  • Come possiamo vivere sempre in vacanza?
  • Qualche piccolo spunto che puoi mettere in pratica

Cosa sono le vacanze

Leggiamo insieme qualche definizione dal dizionario della parola “Vacanza”: come sai per me, essendo una coach ontologico- trasformazionale, il linguaggio è molto importante perché agevola il cambiamento.
Ecco cosa ho trovato.
• Periodo di libertà dal lavoro o dagli obblighi scolastici.
• Sospensione di un’attività, di lavoro o di studio, spesso in corrispondenza di particolari ricorrenze o festività.
• sospensione temporanea del lavoro o dello studio, per riposarsi o per celebrare una ricorrenza; periodo di stacco dalle proprie ordinarie occupazioni.

In effetti il comune fattore di tutte queste definizioni risulta essere lo stacco per riposare.

Ma stacco da cosa? E poi: riposare per fare cosa?

Cosa rappresentano per noi

Mi chiedo spesso il motivo per cui, per noi, sia necessario fare uno stacco e andare in vacanza. Ovviamente avere un momento free è bello e importante per tutti, ma questo momento è particolarmente importante per noi occidentali, italiani in particolare.
Se ci pensi bene questa è una prerogativa dei paesi più sviluppati perché in altre parti del mondo, questa necessità non è ancora sentita.
Si potrebbe pensare che abbiano altre priorità ma di fatto è una questione prettamente culturale. Le popolazioni più bisognose, paradossalmente, sono quelle che sono anche meno stressate e quindi meno bisognose delle vacanze. Pur avendo poco o niente infatti, mantengono un approccio alla vita sereno e legato al destino, al fato.
Noi no. Noi il destino lo controlliamo(!) Noi ci muoviamo tutto il giorno per plasmarlo o controllarlo…

Come fanno alcune persone a non avere bisogno delle ferie

Sono stata sempre molto invidiosa (parlo della sana invidia) delle persone che “non necessitavano” delle ferie, ovvero dello stacco dalle loro abituali occupazioni.
Queste sono persone che si godono la vita, le cose semplici o, anche le cose complesse, rimanendo sempre serene. Le ho sempre osservate molto e ho notato che queste persone rientrano in due macro categorie.
1) Coloro che lavorano il “giusto indispensabile”. Spesso sono persone che hanno un lavoro saltuario e non cercano nemmeno un posto fisso perché questo significherebbe limitare la loro libertà.
2) Coloro che lavorano tanto, ma per loro il lavoro non risulta un peso. Ricordi quando abbiamo parlato del Mangiatempo lavoro? Ecco quelli che rientravano nella 3 categoria, ovvero le persone per cui il lavoro corrisponde alla loro passione.

Ne conosco tante che hanno messo nella scala delle loro priorità la sicurezza sotto la libertà. Per queste persone la sicurezza economica o il sentirsi al sicuro (che generalmente si raggiunge con l’ottenimento del posto fisso) nella loro piramide dei bisogni, è al primo posto e la libertà non risulta occupare nessuna posizione sul podio.
Tutto va bene, l’importante è sapere che la nostra scelta comporta delle conseguenze e che in ogni momento possiamo modificare la situazione. Nel momento in cui ci si sente “ingabbiati” questo è un segnale importante che quello che ci andava bene prima ora non va più bene per noi.

Ti voglio raccontare una riflessione, proprio di ieri sera.
Abito proprio di fronte ad un parco. Attraversata la strada di casa mia c’è la pista ciclabile molto frequentata da corridori, camminatori, famiglie cicliste e cavallerizzi, per cui sono abituata a sentire rumori, risa e urlatine varie durante il giorno. Stavo andando a letto ieri sera e dalla finestra del bagno ho sentito un rumore di zoccoli di cavalli: mi sono stupita per l’orario. Fuori era buio (saranno state le 23) e tre persone stavano rientrando dalla loro passeggiata a cavallo… mi sono persa qualche minuto a guardarli e ad assaporare la sensazione di libertà che sentivo nel solo vederli.
Ho pensato a quante volte non ci permettiamo queste libertà in nome dell’organizzazione, della stanchezza o di qualche altro alibi o, meglio, Mangiatempo.
Quante volte limitiamo la nostra libertà di sentire il tempo, di vivere il tempo, solo per qualche regola che, se ci pensiamo fino in fondo, non ha nemmeno tanto senso?
In vacanza succede proprio questo: ci togliamo dal mondo del fare e dovere fare per entrare nel mondo dell’essere, nel nostro mondo, nel mondo dei nostri bisogni.
La vacanza significa questo: uno spazio per essere quello che si vuole essere e fare quello che ci si sente. Non importa il luogo: può essere al mare a rilassarsi a Rimini o in Polinesia, camminare in montagna o a visitare una città.
Il problema è che anche questo rischia di essere un sogno. Il fare quello che vogliamo in vacanza, non è sempre possibile (soprattutto con bimbi e cane al seguito).
Il rischio è proprio quello che anche questo breve spazio per staccare per respirare e per essere diventi un prolungamento della nostra vita quotidiana fatta di cose da fare e di corse da dover fare.

Come possiamo vivere sempre in vacanza?

Allora cosa fare?
Possiamo essere anche nel fare.
Ci dimentichiamo che la spazio dell’essere è sempre con noi, basta chiudere per pochi minuti gli occhi e entrare nello spazio del sentire.
Quello spazio è capace di dilatarsi in modo cosi straordinario da spaccare il tempo creando una vacanza.
Non importa di quanti minuti o ore, il suo potere rigenerante è in grado di alleggerire tutto quello che ci portiamo sulle spalle.
Lo zaino che portiamo, il peso dello zaino può diventare leggero se e quando realizziamo che sono davvero poche le cose che profondamente ci servono e di tutte le altre possiamo liberarcene (anche con grande sollievo).
Quando questo accade, si può percepire profondamente il danno conseguente al vivere con il senso del dovere costante, con la responsabilità suprema e il controllo onnisciente.
Quando riusciamo a liberarci di tutto questo, riusciremo a sentire la sua mancanza di peso. In quella assenza diventa facile trovarsi e sentirsi e provare un grandissimo senso di libertà.

Ecco che di colpo avviene la magia; quel preciso istante diventa uno spazio di esperienza dilatato e senza tempo.

Le vacanze sono necessarie soprattutto per riposare la mente, che in assenza dell’essere si stanca e soprattutto si denatura, si dimentica di essere e di chi essere, si perde, si spaventa, si colpevolizza, si deprime, si arrabbia, si consuma.
Il peso quotidiano delle responsabilità è solo una condizione mentale. Il linguaggio e il sentire generano la realtà. E’ come le cose sono percepite, non quello che possono essere, che fa la reale differenza.
Se tu sei serena, qualsiasi cosa tu faccia, la vivrai con leggerezza e con un senso di serenità perché stai crescendo, ti stai evolvendo.

Qualche piccolo spunto che puoi mettere in pratica

• Ora che andrai in vacanza sarà il momento giusto per leggere il libro Il Tempo per Me. Troverai esercizi che ti possono aiutare a focalizzare la tua situazione e a vederla con lucidità.
• Utilizza quindi le Domande V.I.T.A. e approfittane per trovare la tua bolla (anche solo di 5 minuti al giorni) per iniziare a inserire nuove abitudini potenzianti nella tua vita: applicare ogni giorno l’agenda giornaliera e inserire i tuoi obiettivi AVE E IVE. Questi ultimi dovranno essere, almeno nelle vacanze, maggiori degli AVE: te lo puoi permettere maggiormente, vista la libertà maggiore, per cui approfittane!
• Ascoltati e decidi cosa realmente è bene per te: prenditi dei piccoli spazi per te e solo per te, libera la mente e sorridi di più. Vivi la vacanza che meriti e che desideri con il piccolo compito di fare attenzione alle emozioni che senti (quelle positive di libertà, di serenità e di spensieratezza) per trovare il modo di tenerle con te anche quando a settembre, tornerai alla normalità.
• Cambiare si può: con tanti piccoli passi.

Un’ultima cosa: per starti ancora più vicina, ho deciso di aprire un Gruppo Facebook chiamato IL TEMPO PER ME. E’ un gruppo chiuso dedicato a noi, con video gratuiti ed esercitazioni e tanti, tanti spunti su cui riflettere per agevolare il cambiamento desiderato.

Cercami, sarò molto felice di accettarti nel gruppo e di averti con noi per crescere insieme.

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