Quanto Tempo ti porta via la pigrizia?

Quanto Tempo ti porta via la pigrizia?

Quanto Tempo ti porta via la pigrizia? Quante volte stai sul divano a vedere le serie TV per rilassarti un po’? Quante volte ti dici che da domani farei sport e poi … non ce la fai? Soffri anche tu della SCD? Che cosa è?
Già, quante volte all’inizio dell’anno parti con i buoni propositi per l’anno seguente e poi al giorno n.1 ti blocchi? Probabilmente anche tu, a volte, parti bene e poi rinvii a domani la fatica.

Perché questo succede?
Vediamolo insieme.

  • Cosa è la sindrome del CSD
  • Come combattere la sindrome del CSD
  • qualche trucchetto per combattere la pigrizia

Cosa è La sindrome del CSD

La pigrizia è la mancanza di determinazione nel compiere un’azione di cui si riconosce l’importanza. La pigrizia va spesso a braccetto della paura, di cui abbiamo già parlato, e risulta essere, spesso,  una maschera della paura; inoltre appare molto legata all’abitudine.

La prima legge di Newton afferma che un corpo in movimento tende a rimanere in movimento e che un corpo fermo tende a non muoversi. Questo forse spiega perché chi è pigro passa ore intere a chiedersi come sconfiggere la pigrizia, invece di alzarsi e passare all’azione. Ovvero: meno sei propenso a cambiare e a stare nella tua zona di comfort, più ci starai.

C’è qualcuno che  ha provato a dare alla pigrizia una spiegazione scientifica: secondo un gruppo di ricercatori dell’università del Missouri si tratterebbe di una combinazione di 36 geni, mentre uno studio del National Institute of Mental Health di Washington ne cita uno solo, il gene chiamato “D2”, responsabile del mancato stimolo all’attività.

La verità che fa più male, però, è un’altra: siamo passati dall’ozio creativo, ideale per sgomberare la mente e scovare nuove idee, all’ozio passivo, tra notifiche di Facebook e partite di calcio in TV, che rischia di annullare la nostra creatività.

Noi italiani, in particolare, siamo degli autentici “campioni di pigrizia”: secondo un’indagine condotta dal CEBR (Centre for Economics and Business Research) sul costo dell’inattività in Europa, il 38% delle donne e il 28% degli uomini non raggiungono i livelli minimi di attività fisica raccomandati dall’Oms, ovvero 150 minuti la settimana. Peggio di noi fa soltanto la Gran Bretagna.

Quindi la sindrome del CSD, ovvero del Culo sul Divano, esiste e noi ne siamo testimoni.

Come combattere la sindrome del CSD

Allora come fare?

Beh, come abbiamo detto spesso ogni cambiamento nasce da una piccola azione da un primo passo, da uno spostamento.

Per realizzare un “breakthrough“, ovvero un cambiamento radicale nel modo in cui affrontiamo le attività abituali, dovremmo intervenire principalmente su 3 elementi:

  • il piano di azione,
  • il dialogo interno.
  • lo stato (mentale e fisico).

Il piano d’azione.

La pigrizia va a braccetto con gli scarsi risultati. Per cambiare i risultati che abbiamo ottenuto finora  dobbiamo quindi intervenire sulla strategia che stiamo adottando.

Questo non significa necessariamente che devi stravolgere quanto hai fatto finora.

Se i risultati non sono ancora arrivati, le motivazioni possono essere infatti:

  1. non hai chiaro il tuo OBIETTIVO,
  2. non sei convinto della tua VISIONE,
  3. non hai applicato il PIANO DI AZIONE corretto o  in modo costante.

Quando sei in una situazione del genere dovresti partire dal tuo obiettivo, definendolo secondo le modalità SMART corrette e, poi, definire il piano di azione.

Se hai dubbi se continuare o meno con l’attuale strategia, la cosa migliore da fare è chiedere supporto ad un esperto (in fondo se non ottieni risultati forse stai sbagliando qualcosa). Se vuoi dimagrire ma vai in palestra a fare pesi, chi meglio di un professionista ti può dire che non è la strategia giusta e cucire su di te un piano di azione efficace?

Se invece decidi di fare da sola puoi applicare il Metodo VITA e applicarlo per un determinato tempo: solo al termine del periodo definito potrai vederne i risultati e valutarne l’efficacia.

Il dialogo interno

Il dialogo interno è quella vocina della nostra testa, che con l’obiettivo di proteggerci o preservare le nostre vecchie abitudini, nel caso del pigro, continua incessantemente a sabotare le nostre buone intenzioni o ad elencare i motivi per cui dovrebbe rinviare la decisione presa. È, insomma, il diavoletto che sta sulla nostra spalla. E sai una cosa? Il più delle volte viene da noi ascoltato.

Lo stato (mentale e fisico)

Sai che è ormai riconosciuto che, oltre alla questione mentale, anche lo stato fisico, ovvero come ti muovi e il tuo portamento, influisce sensibilmente nello stato di pigrizia?

Esistono infatti specifiche posture che sono in grado di influire sui nostri livelli di testosterone e cortisolo e di conseguenza spronarti o farti accomodare sempre di più.

Qualche trucchetto per combattere la pigrizia

Ma come si fa quindi a combattere la pigrizia o, meglio, l’abitudine alla pigrizia?

Ogni giorno è fatto di scelte, piccole o grandi e che avvicinano o allontanano dall’obiettivo desiderato.

Quello che puoi fare è:

  • fermati e osservati, senza giudizio. Il giudizio non serve a nulla se non a buttarti ancora più giù. Osserva il tuo dialogo interiore e il tuo comportamento e anche il tuo linguaggio, sia verbale che para-verbale, rispetto alle attività che vorresti/senti siano giuste da fare
  • Dai voce alla pigrizia: Potrebbe comunque aiutarti molto dirti davanti allo specchio “sono pigro e non mi piace questo mio comportamento…”
  • Modifica il tuo stato fisico, quanto ti rendi conto, ad esempio, che sei curva o pensi a qualcosa e sbuffi, inizia a fare qualcosa di diverso, magari anche solo un sorriso.
  • Non compiacerti nella tua inerzia, termine carino per dire pigrizia. Sembra anche paradossale, ma può tranquillamente accadere che tu ti possa anche sentire “giusto” nel non fare spostamenti o cambiamenti e trincerandoti dietro al fatto che: “ io sono così”. Ne conosco davvero tanti che lo fanno.
  • Evita il cibo spazzatura. Il libro intitolato “sei quello che mangi” può aiutarti a capire molte cose a riguardo.
  • Trova qualche minuto al giorno per te: gli orientali lo chiamano “kaisen”, ovvero “miglioramento continuo”. Può aiutarti molto l’agenda giornaliera del Metodo V.I.T.A che puoi trovare gratuitamente sul mio sito.
  • Non rinchiuderti in casa ma stai all’aperto più tempo che puoi. Il sole, l’aria, la luce e la natura possono aiutarti a ossigenarti.
  • Elimina le to-do-list: mettono ansia e basta. Il tempo non è gestione ma emozione. Per questo ora ti dico l’ultimo trucchetto, ma non meno importante, anzi forse il più importante è:
  • riparti dal piacere.Un vero pigro ha sempre almeno un interesse. Parti da lì per ritrovare il gusto dell’azione. Non pensare a cosa non vuoi, ma concentrati su cosa puoi ottenere, a come potrebbe essere, immaginalo, sentilo e gustalo già prima di averlo. Ti aiuterà nel processo di cambiamento. E’ importante andare verso qualcosa di bello e non lontano da qualcosa di brutto.

Buon Tempo!

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