Le aspettative sono sempre nocive?

Le aspettative sono sempre nocive?

In questo articolo ti parlerò del Mangiatempo chiamato le aspettative e come queste siano nocive, mangiando il tuo tempo e generando spesso stress, ansia oltre a insoddisfazione.

In particolare:

  • cosa sono le aspettative;
  • i tipi di aspettative;
  • la relazione tra aspettative e tempo, ovvero come mai le aspettative sono un Mangiatempo;
  • qualche trucchetto per “risparmiare tempo”.

Cosa sono le aspettative

Un’aspettativa è un comportamento o una qualità che tendiamo ad aspettarci da una determinata situazione e da una determinata persona.

Ogni persona ha aspettative che reputa essere essenziali per avere un rapporto o essere definiti delle “brave persone”. Ma perché tutto questo accade? E perché non tutti hanno gli stessi comportamenti?

Partiamo da un concetto semplice e chiarificatore. Per far questo utilizziamo un concetto preso in prestito dalla Programmazione Neuro Linguistica: “la mappa non è il territorio”.

La mappa di ciascuno è solo una rappresentazione della realtà che quasi mai rappresenta la realtà.

Una persona vede determinate cose o situazioni e le legge secondo la propria mappa mentale, il suo schema di valori che non è necessariamente quello condiviso o quello comunemente accettato o ritenuto corretto.

Per fare un esempio  possiamo prendere una cartina geografica: questa rappresenta le strade e il territorio ma non è il territorio.
La cartina ti fa vedere le strade, i fiumi, gli edifici ma quando vai sul campo noti che quello che hai visto sulla cartina non era effettivamente la realtà. In strada, infatti, potrai vedere i fiori sulle aiuole, le buche sulla carreggiata, i bambini che giocano o due fidanzatini che prendono il gelato…
Così come la mappa stradale ti da delle mere indicazioni, anche la mappa mentale di ciascuno di noi fornisce  solo indicazioni dei valori e di come vediamo il territorio (le situazioni).

La tua mappa è come tu vedi le situazioni o le cose e non sarà mai identica a ciò che vedrà chiunque altro, nemmeno se è una persona che conosci da una vita.

Le mappe, inoltre, cambiano negli anni.
Così come si può costruire una nuova strada, così tu puoi cambiare visione di una cosa o dare molta importanza ad una cosa che prima non ne aveva o, al contrario, dare molta più importanza a qualcosa che prima ne aveva.

Il tempo ne è un ottimo esempio.

Quando sei giovane non percepisci il tempo come importante, perché ha la sensazione di averne molto mentre, dopo i 50, inizi a farci molta più attenzione.  Il tempo, però, è sempre lo stesso e lo scorrere dei minuti non è cambiato: sei solo tu che lo vedi come più scarso o più compresso.

Questo perché il tempo si lega alla tua mappa mentale e alle tue aspettative, ovvero alle cose che tu pensi si debbano fare in quel tempo a disposizione.

I tipi di aspettative

Le aspettative si possono dividere in due macro categorie:

1) le tue aspettative;
2) le aspettative degli altri su di te.

Entrambe sono molto connesse e spesso anche coincidenti tra di loro, ma non sono mai la stessa cosa.

Il primo passo da fare è imparare a distinguerle e per iniziare a farlo puoi rispondere alle seguenti due domande:

a) cosa vuoi tu da te stesso? Come o chi vuoi essere?
b) cosa vogliono gli altri da te? Cosa ti chiedono gli altri? Come o chi vogliono gli altri che tu sia?

a) Le aspettative che hai tu su di te forse sono le più pericolose in quanto più difficilmente individuabili e modificabili. Sono strettamente collegate alla tua identità o a ciò che pensi sia la tua identità, perché spesso sono agganciate, ancora una volta, ai valori che reputi importanti e sui quali spesso si basa la tua vita.

Anche i comportamenti che una persona attua sono correlati alle proprie aspettative. Ad esempio, avere comportamenti affettuosi, protettivi o essere disponibili con le persone alle quali si vuol bene, può delineare la propria personalità e definire anche (ai propri occhi ) chi si è e che cosa sia importante per se stessi.
La conseguenza è che spesso ti comporti in un determinato modo perché lo trovi giusto e magari ti aiuta a sentirti una persona migliore.

Una cosa importante però è distinguere i comportamenti dall’essere, ovvero il fare dall’essere.

Tu non sei i tuoi comportamenti, sei (forse) anche la somma di questi, ma sicuramente non sei solo i comportamenti che agisci.

Puoi comportarti in un modo ma non sei quello lì.

La distinzione tra fare e essere è di fondamentale importanza.

Ti è mai capitato ad esempio, di avere un comportamento che non era tuo per ottenere qualcosa? Pensi di essere, per questo, una persona peggiore o di minor valore? Probabilmente no, sai perché? Perché in quel momento hai reputato che quel comportamento fosse utile al raggiungimento del tuo obiettivo.

Perché, quindi, non adottare questo ragionamento anche ad altri aspetti della vita quotidiana?

Ad esempio, tenere in ordine la casa, pulita e accogliente, può raccontare una sfaccettatura del tuo carattere. Questo va bene fino a che non inizia ad entrare in contrasto con quello che tu vuoi realmente e a trasformarsi in un grande Mangiatempo.

Rispondi a queste domande.

  • Lasciare i piatti nel lavandino o non avere la casa sempre in ordine è così importante?
  • E’ più importante del tuo obiettivo di avere più tempo per te?
  • E ora una domanda ancora più diretta: è più importante di te?
  • Tu sei forse meno importante di una casa?  Se avessi un problema di salute sono certa che lasceresti stare la casa.

E’ sempre una questione di priorità.

Non si è persone peggiori se si lascia andare qualcosina, anzi: si può rischiare di essere addirittura migliori perché si potrebbe avere il tempo di pensare a se stessi e di fissare obiettivi di crescita personale. Se ne avvantaggerebbero tutti.

 

b) Le aspettative che hanno gli altri, sono insidiose e spesso anche manipolatorie.

Le persone non lo fanno con cattiveria o volontariamente. Semplicemente hanno consolidate abitudini che hanno creato equilibri e cambiare comportamento potrebbe disequilibrare il tutto.

Le aspettative degli altri possono essere molto semplici ma, allo stesso tempo, anche molto impattanti. Possono andare dall’aspettarsi di avere un piatto caldo pronto la sera e avere le camicie stirate per il giorno successivo, all’essere una moglie (o marito) in perfetta forma fisica e all’accudimento dei figli in modo unilaterale o quasi.

Se questa aspettativa si lega ad una cosa che tu vuoi fare realmente, allora siamo a posto e tutti contenti. Ma se così non fosse… allora c’è sicuramente qualcosa da sistemare.

La relazione tra aspettative e tempo, ovvero come mai le aspettative sono un Mangiatempo

Nei fatti si lascia il controllo del tempo a terze persone e, paradossalmente, più glielo concedi e più loro ne possono abusare.
Ripeto, non lo fanno per mancanza di amore, anzi… magari quello che vogliono è solo stare con te o proteggerti (certo, a loro modo).

L’importante non è sapere perché gli altri lo facciano, ma comprendere perché tu glielo lasci fare.

Il discorso diventa complesso quando a questo Mangiatempo si affianca l’abitudine: se sei abituato a dedicarti completamente a soddisfare le aspettative di qualcun altro, il giorno che non ci riuscirai, anziché più leggero, ti sentirai in colpa. È un classico.

Per quanto possa sembrare assurdo, questa dinamica perversa ha radici molto profonde, difficili da essere estirpate; ci vuole molta forza e determinazione per superare il blocco. Se riguardo le azioni potrebbe essere piuttosto semplice e veloce rompere lo schema, ribellarsi a questo tipo di rapporti, a livello emotivo, non è per nulla facile.

Le aspettative condizionano fortemente la qualità della vita.

  • Quali sono le tue aspettative Mangiatempo?
  • Quali sono le aspettative altrui Mangiatempo che ti pesano maggiormente?

Qualche trucchetto per risparmiare tempo

Infine ti propongo di provare quanto segue, nei prossimi giorni.

  • Ogni volta che senti di dove fare una cosa che ti fa sbuffare, ti innervosisce o ti fa alzare gli occhi al cielo, chiediti se per te è importante quella cosa o se lo sia solo per gli altri. Questo è il primo passo per capire se stai rispondendo, con il tuo comportamento, ad una aspettativa tua o di altri.
  • Ogni volta che ti rispondi “è una aspettativa mia”, chiediti: perché lo fai? Perché è importante per te? Che bisogno stai soddisfacendo?
  • Ogni volta che ti rispondi, invece,  “è una aspettativa altrui”, chiediti se la vuoi soddisfare. Non ne sei obbligata. Se decidi di soddisfarla allora vivila bene. Probabilmente dovrai rinunciare ad altro (il tempo a tua disposizione è sempre lo stesso) ma sii felice. Magari comunicalo all’altra persona, non per rinfacciarlo ma semplicemente per dire “so che per te è importante per cui l’ho fatta”. Questo aprirà innumerevoli porte nella comunicazione, che non ti voglio anticipare ora.
    Se invece la risposta è “non la voglio soddisfare, questa aspettativa non è mia”, allora chiediti comunque: perché? Cosa ti spinge a rinunciare? Anche in questo caso puoi andare dall’altro e dire “so che per te è importante ma non me la  sento di farla perché per me è più importante…. (quest’altra cosa)”. Anche questo aprirà varie porte nuove, provare per credere.

L’importante è far riferimento ad un proprio sentire, in modo che l’altra persona non si senta meno importante o sotto attacco.

Riconoscere le proprie dinamiche e i propri pensieri è la base per poter vivere più serenamente e in modo consapevole il proprio tempo.

In un prossimo articolo vedremo cosa possiamo fare per evitare la delusione delle aspettative altrui e la differenza, sostanziale, tra aspettative e richieste. Tutti temi che possono essere affrontati e risolti anche con il supporto di un Time Coach che, da vero alleato, si affiancherà a te nel tuo percorso verso una maggiore libertà di scelta.

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