Come equilibrare Tempo e Relazioni col Time Coaching

Come equilibrare Tempo e Relazioni col Time Coaching

Il nostro tempo è fortemente condizionato dalle relazioni che abbiamo con le persone con le quali condividiamo la quotidianità, a casa come al lavoro o anche con gli amici. Se ci pensi bene il ritmo della nostra vita è scandito dal modo in cui ci rapportiamo con gli altri e, nella stessa misura, dal modo in cui sono gli altri a rapportarsi con noi. In questo articolo parleremo di come equilibrare il nostro tempo e le nostre relazioni, ovvero di quei rapporti “invasivi” che spesso finiscono, anche senza volerlo, per determinare la qualità del nostro tempo e di come li vede un Time Coach.

Una premessa è d’obbligo: le relazioni Mangiatempo, se combinate con l’abitudine, diventano invisibili.

Quando ci abituiamo ad essere in qualche modo vincolati nel nostro libero agire dalla volontà altrui, abbiamo la tendenza a percepire come “normale” la situazione e non ci rendiamo conto che la causa del profondo disagio che proviamo è, in realtà, nelle relazioni prive di equilibrio che abbiamo.

Relazioni con colleghi, capi e il lavoro

Impossibile incominciare il percorso senza parlare della sfera professionale. Negli ultimi dieci anni, vuoi per motivi tecnologici, vuoi per ragioni sociali, il pianeta lavoro è cambiato moltissimo. Sono scomparsi gli orari fissi, le chiusure domenicali, lo spazio (pensa con quale facilità oggi puoi collaborare o avere clienti con qualcuno che sta dall’altra parte del mondo) e i compiti. Ciò ha innescato un vortice frenetico dove, a farne le spese, sono stati la qualità del lavoro e la vita privata.

La richiesta di costante reperibilità gioca un ruolo importante. Smartphone ed email consentono a colleghi e capi di contattarci in qualsiasi momento, giorno e notte, nei week-end e durante le ferie. È nata poi anche la tendenza a sovraccaricare di lavoro i dipendenti, di stravolgere repentinamente i piani o cambiare improvvisamente le strategie.

Chi prende le decisioni non tiene minimamente conto di chi le deve eseguire. Attenzione, il fatto che tutto ciò accade non significa che ci sia dietro dolo, anzi, spesso chi invade il nostro tempo, e di conseguenza la nostra vita, lo fa inconsapevolmente perché è concentrato su sé stesso. I famosi “workaholic” hanno i paraocchi: non riescono a vedere il danno che provocano a loro stessi, figurati se percepiscono quello che fanno agli altri. Quando subiamo questo tipo di invasione in noi nasce disagio e ansia: il tempo si svuota di emozioni per lasciare posto al nervosismo e allo stress.

Ecco un piccolo esempio: sai che sono davvero tantissime le persone che dormono con lo smartphone sul comodino? E sai qual è la prima cosa che fanno quando si svegliano? Esatto, controllano il display. Perché lo fanno? Perché qualcuno potrebbe aver scritto di notte.

Credimi quando ti dico che questo comportamento ha effetti devastanti. Innanzitutto, la probabilità che l’eventuale notifica ricevuta nottetempo abbia una reale urgenza è bassissima. Secondo, nessuno, e dico nessuno, ti obbliga a farlo. Terzo, la tua giornata comincerebbe sicuramente meglio con un bacio al tuo compagno o alla tua compagna, preparando amorevolmente la colazione ai tuoi figli o con della ginnastica. Quello che sto cercando di dire è che devi imparare a dare la precedenza a te stesso.

Nell’introduzione dell’articolo ho scritto che le persone tendono a far diventare tale comportamento un’abitudine e quindi a non sentirlo come un problema, o a non vederlo proprio, giustificandosi in modi assurdi. La maggior parte delle volte che chiedo “perché dormi con il telefono sul comodino?” la risposta è: per la sveglia. Hey, con 5 euro, in un negozio, risolvi il problema.

Tutto quello che ho appena descritto lo ritroviamo quando nel week-end, anche se siamo con la nostra famiglia o con gli amici e dovunque siamo, guardiamo ogni 5 minuti lo schermo dello smartphone.
Pensarci.

Relazioni con i figli e la famiglia

Marito, moglie, figli: tutte persone che hanno pieno diritto ad occupare il nostro tempo. Se lo fanno nel modo giusto però. E chi lo decide? Ancora una volta… tu!

In particolare con chi amiamo, abbiamo la tendenza ad accontentare tutte le richieste, nelle piccole e nelle grandi cose, per renderli felici.
Col passare del tempo, per dare agli altri, togliamo a noi stessi. È un grave errore perché anche se nella singola occasione si vive uno stato di felicità, a lungo andare questo atteggiamento deteriora il rapporto perché ad essere felice è uno solo. L’amore, verso i figli o il partner, è equilibrio. Qui sta il segreto per una vita ricca: più equilibrio è più amore, più amore è più emozione e più emozione è più tempo.

Aspettative degli altri

Ed eccoci all’ultimo fattore che genera le relazioni Mangiatempo: le aspettative degli altri.

Per non deludere, adottiamo comportamenti che ci fanno soffrire.
Facciamo un altro esempio nel quale, sicuramente, in molti si riconosceranno. Per non deludere le aspettative del mio capo lavoro come un pazzo tutto il week-end anche se avevo promesso ai miei amici che saremmo andati a fare una gita in montagna. O ancora, per non deludere un collega sono sempre disponibile a mettere in pausa il mio lavoro per accontentare una sua richiesta. E così via.

Il concetto è semplice, così come l’ansia che si dimena dentro di noi quando ci adoperiamo per soddisfare le aspettative degli altri.
Come reagire? Il primo passo è tosto perché sconfiggere l’ansia, anche se completamente ingiustificata, è una vera e propria battaglia in quanto temiamo le conseguenze. È un po’ come quando ci dobbiamo tuffare da uno scoglio. Si trova il coraggio, si chiudono gli occhi e tremando saltiamo… quando li riapriamo, ci accorgiamo che non è successo niente, anzi corriamo a rituffarci di nuovo!

Ti stai domandando da dove iniziare? Per esempio col leggere il mio libro Il Tempo per me: attraverso il Metodo e le Domande V.I.T.A. puoi cambiare le cose in tempi brevi.

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