Come conciliare Tempo e Denaro: la prospettiva del Time Coaching

Come conciliare Tempo e Denaro: la prospettiva del Time Coaching

Sono certa di non suscitare stupore da parte tua quando dico che conciliare Tempo e Denaro sia opera ardua. E sono altrettanto certa che potresti essere davvero sorpreso nello scoprire che la prospettiva del Time Coaching potrebbe aiutarti a leggere le cose in modo diverso.

Il denaro: tasto dolente, punto caldo… chiamalo come preferisci.
Quando si parla di soldi, ci sono pochi giri di parole che possono introdurre il discorso da un punto di vista diverso da quello comune. Tuttavia, è proprio quello che cercherò di fare nelle prossime righe.

Il denaro è importante

Nessun dubbio a riguardo: ci permette di pagare le bollette, fare la spesa, provvedere al mutuo e mandare i figli a scuola. Bisogna dargli tutto il rispetto che si merita. Lo dico perché sono (purtroppo) sempre di più le famiglie in difficoltà che hanno priorità ben più importanti che la gestione del tempo di qualità.

Detto questo, come era doveroso fare, è importante riconoscere il fatto che il denaro spesso sposti brutalmente il focus della nostra attenzione, anche in assenza di effettivi problemi economici. La verità è che più denaro abbiamo, più ne vogliamo. Succede perché spesso si valuta il valore di una persona in base ai soldi che possiede e la qualità della sua vita per i lussi che si concede. Avere denaro diventa un obiettivo, che in molti seguono in modo ossessivo, ci pensano giorno e notte, come un giaguaro che punta la preda. Il problema è che non se n’è mai sazi.

Soldi: obiettivo o strumento?

La metafora del predatore serve a far capire come il focus concentrato unicamente sul denaro faccia sparire tutto il resto. Si sacrificano il proprio tempo, gli affetti, le esperienze che non abbiamo mai fatto, i week-end, le nostre passioni. Tutto solo per avere soldi. Se questi sono i presupposti è ovvio che il denaro diventi la risposta a tutto. Per esempio:

  • sono triste: vado a fare shopping;
  • sono felice per l’aumento: mi compro la macchina nuova;
  • voglio fare colpo su una ragazza: la porto in un ristorante costoso.

Allora io mi chiedo: dov’è l’emozione in tutto questo? La borsa nuova la noteranno in pochi, la macchina dopo tre mesi smetterai di lavarla e la ragazza, beh, se le piaci davvero non gliene frega niente della cena da Cracco.

La felicità che proviene da ciò che puoi comprare è temporanea e fittizia, ti appaga per un attimo e poi viene soffiata via dal vento.

I soldi non fanno la felicità

E’ un vecchio detto ma trovo che al giorno d’oggi sia ancor più attuale. Il denaro ti permette di sopravvivere, quindi è indispensabile, ma non ti rende felice. Sono le emozioni, le persone e le esperienze, grandi e piccole, che riempiono la nostra vita di felicità. Se adesso questo concetto ti sembra sfuggente è perché, con ogni probabilità, ti sei semplicemente dimenticato cosa ti rende felice davvero.
La società pone il focus sull’apparire e non sull’essere, sull’avere e non sul dare, sui soldi e non sul vivere il tempo.

Solitamente o si ha tempo a disposizione e pochi soldi, o si hanno soldi ma poco tempo perché si lavora tantissimo. Vedere i soldi come un traguardo è un grave errore, perché una volta raggiunto il risultato ci sarà sempre un’altra scadenza, un altro affitto, un’altra rata, e la sensazione di stress, l’ansia e la paura di non farcela saranno soffocanti.

Cosa fare quindi?

Smettere di vedere il denaro come un obiettivo e riconsiderarlo per quello che è: un semplice strumento. Raggiungere tale consapevolezza alleggerisce di molto e libera da una ossessione che ci impedisce di vedere altri aspetti molto più importanti della nostra vita.
Non a caso ho inserito il denaro nell’elenco dei nemici più insidiosi del tempo per noi. Sai come li chiamo nel mio libro Il Tempo per te?  I Mangiatempo. Questi possono essere cose o persone che si frappongono per necessità, per volontà, per ignoranza (intesa come non conoscenza) tra te e la tua meta finale.

Il Time Coaching lavora sulla consapevolezza del coachee (il cliente del coach). Se noi vogliamo trasformare il denaro da obiettivo a strumento dobbiamo ridefinire gli obiettivi, cioè scegliere dove mettere il focus, dove riporre la nostra attenzione.

In base alla mia esperienza, anche se spesso non ne abbiamo la consapevolezza, noi sappiamo bene cosa ci rende davvero felici. Il problema è ciò che viene chiamato ambiente. Ambiente è ciò che ci sta intorno, a tutti i livelli. Quindi le persone con le quali interagiamo, gli strumenti con i quali lavoriamo, i luoghi ove passiamo del tempo.
Ma anche le credenze diffuse, da quelle più antiche e radicate a quelle puntualmente proposte dalla pubblicità. Tutto concorre e ci spinge a credere a ciò che l’ambiente insiste a proporre con forza e assillante costanza. E che ciò che vale abbia una connessione costante e diretta con il denaro è una delle più radicate.

Su cosa è possibile agire?

La risposta non può che essere relativa al coachee, alle sue credenze, a ciò che ha vissuto in prima persone e a ciò che hanno vissuto le persone più importanti della sua vita che, volente o dolente, hanno trasferito in buona fede regole e valori.

Possono quindi essere d’aiuto le domande che fanno emergere tutto ciò come:

  • su cosa ti basi per capire se vale la pena spendere risorse per acquisire quel bene;
  • qual è per te la differenza tra costo e valore;
  • cos’ha valore nella tua vita;
  • qual è il valore di una persona e cosa la fa apparire “ricca” ai tuoi occhi;
  • cosa ti fa sentire ricco dentro.

C’è infine una domanda che può fare veramente da spartiacque e che nasce dalla lettura del libro firmato da Guido Morselli Dissipatio H. G:

  • se improvvisamente non esistessero più gli altri, che valore avrebbero per te tutti gli oggetti che oggi tanto desideri?

 

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